Erika Zanon
Marketing Manager di TECNEST
Gli interventi
Gio. 15 ottobre
ore 14:00 - 15:15
14:00 - 15:15
Giovedì 15 ottobre
Teatro Immersivo P. Maurensig
Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco, UD
Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco, UD
TAVAGNACCO
L’AI NELLE IMPRESE ITALIANE: TRA RITARDI E OPPORTUNITÀ
L’Intelligenza Artificiale sta entrando rapidamente nei processi delle imprese, ma la velocità di adozione non è uguale per tutti. Accanto alle aziende che stanno già sperimentando e integrando soluzioni di AI nei propri processi, esiste una parte importante del tessuto produttivo italiano che osserva questa trasformazione con interesse, ma anche con prudenza e difficoltà nel tradurla in investimenti e progetti concreti.
L’intervento parte dall’esperienza maturata da Infostar a fianco delle imprese del Friuli Venezia Giulia, dalle PMI alle realtà più strutturate, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese. Sono proprio le PMI, che costituiscono la grande maggioranza del sistema produttivo italiano, a rischiare maggiormente di accumulare un nuovo divario digitale, frenate non soltanto dai costi, ma dalla difficoltà di individuare casi d’uso concreti, competenze adeguate e un ritorno misurabile degli investimenti.
Ma l’AI rappresenta anche una straordinaria opportunità: migliorare produttività ed efficienza, valorizzare le competenze delle persone, rendere accessibili anche alle imprese più piccole strumenti fino a ieri riservati alle grandi organizzazioni.
A completare questa fotografia sarà il punto di vista di Confindustria attraverso i risultati del rapporto “L’IA nel mercato del lavoro italiano – Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”, realizzato da Anitec-Assinform con il Politecnico di Torino.
Un racconto tra esperienza sul campo e dati, per comprendere dove siamo oggi e, soprattutto, cosa possiamo fare per evitare che il ritardo nell’adozione dell’AI si trasformi in una perdita di competitività per le nostre imprese.
L’intervento parte dall’esperienza maturata da Infostar a fianco delle imprese del Friuli Venezia Giulia, dalle PMI alle realtà più strutturate, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese. Sono proprio le PMI, che costituiscono la grande maggioranza del sistema produttivo italiano, a rischiare maggiormente di accumulare un nuovo divario digitale, frenate non soltanto dai costi, ma dalla difficoltà di individuare casi d’uso concreti, competenze adeguate e un ritorno misurabile degli investimenti.
Ma l’AI rappresenta anche una straordinaria opportunità: migliorare produttività ed efficienza, valorizzare le competenze delle persone, rendere accessibili anche alle imprese più piccole strumenti fino a ieri riservati alle grandi organizzazioni.
A completare questa fotografia sarà il punto di vista di Confindustria attraverso i risultati del rapporto “L’IA nel mercato del lavoro italiano – Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”, realizzato da Anitec-Assinform con il Politecnico di Torino.
Un racconto tra esperienza sul campo e dati, per comprendere dove siamo oggi e, soprattutto, cosa possiamo fare per evitare che il ritardo nell’adozione dell’AI si trasformi in una perdita di competitività per le nostre imprese.
PRIVATE AI: LA NUOVA FRONTIERA DELLA SOVRANITÀ DEL DATO?
L'Intelligenza Artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle organizzazioni, nei servizi pubblici e nei processi decisionali. Ma se il suo potenziale appare ormai evidente, resta aperta una domanda cruciale: come possiamo sfruttarlo senza perdere il controllo di dati, conoscenza e informazioni strategiche?
In questo scenario, la Private AI emerge come un modello capace di coniugare innovazione, sicurezza e sovranità digitale, consentendo a organizzazioni e istituzioni di valorizzare l'AI senza rinunciare al controllo delle informazioni.
Attraverso esempi concreti, l'intervento approfondirà le differenze tra modelli pubblici e privati di Intelligenza Artificiale, le implicazioni in termini di privacy, conformità e proprietà del dato, e le opportunità che la Private AI offre per gestire dati e processi sensibili in modo più sicuro. Oggi la domanda non è soltanto cosa l'AI può fare noi, ma come adottarla in modo responsabile, generando valore senza compromettere fiducia, autonomia e controllo dei dati.
In questo scenario, la Private AI emerge come un modello capace di coniugare innovazione, sicurezza e sovranità digitale, consentendo a organizzazioni e istituzioni di valorizzare l'AI senza rinunciare al controllo delle informazioni.
Attraverso esempi concreti, l'intervento approfondirà le differenze tra modelli pubblici e privati di Intelligenza Artificiale, le implicazioni in termini di privacy, conformità e proprietà del dato, e le opportunità che la Private AI offre per gestire dati e processi sensibili in modo più sicuro. Oggi la domanda non è soltanto cosa l'AI può fare noi, ma come adottarla in modo responsabile, generando valore senza compromettere fiducia, autonomia e controllo dei dati.
IMPARARE A NON SAPERE
Abbiamo forse maltrattato il concetto di competenza, riducendolo troppo spesso a un saper fare, a un bagaglio di abilità tecniche e pragmatiche da acquisire e mettere a disposizione dell’organizzazione.
L’intelligenza artificiale, paradossalmente, ci sta costringendo a tornare all’origine della parola. Ed è forse proprio ripartendo dal passato che possiamo trovare una chiave per leggere le sfide del futuro: la competenza come movimento collettivo verso qualcosa che non conosciamo ancora del tutto.
Perché, forse, competenza è sapere come agire quando la risposta non è già disponibile, facendo lo slalom tra bias e incertezze che sono proprie di ciascuno di noi.
Ed è qui che emerge il paradosso del presente: abbiamo una tecnologia che corre sempre più velocemente verso la capacità di produrre risposte, analisi, perfino azioni a un livello mai visto e in pochi secondi. Ma avere per le mani una tecnologia straordinaria, capace persino di produrre incrementi notevoli in termini di performance aziendali, non significa saperla adottare.
Per capire come farlo è indispensabile osservare cosa accade alle persone e alle organizzazioni quando iniziano a integrarla davvero nelle loro abitudini professionali quotidiane e nelle best practice aziendali.
Cosa succede - quindi - quando si parte proprio da ciò che non si sa fare? Quando sperimentare diventa legittimo, l’errore diventa vero materiale di apprendimento e la fiducia cresce insieme alla capacità critica?
Questi sono gli appunti di viaggio di un’azienda IT e del suo equipaggio verso l’intelligenza aumentata: tra curiosità, resistenze, prove, errori e una nuova cultura del cambiamento.
Con un piccolo tesoro trovato lungo la strada: quando la tecnologia ha sempre una risposta, la competenza più preziosa è imparare a non sapere.
L’intelligenza artificiale, paradossalmente, ci sta costringendo a tornare all’origine della parola. Ed è forse proprio ripartendo dal passato che possiamo trovare una chiave per leggere le sfide del futuro: la competenza come movimento collettivo verso qualcosa che non conosciamo ancora del tutto.
Perché, forse, competenza è sapere come agire quando la risposta non è già disponibile, facendo lo slalom tra bias e incertezze che sono proprie di ciascuno di noi.
Ed è qui che emerge il paradosso del presente: abbiamo una tecnologia che corre sempre più velocemente verso la capacità di produrre risposte, analisi, perfino azioni a un livello mai visto e in pochi secondi. Ma avere per le mani una tecnologia straordinaria, capace persino di produrre incrementi notevoli in termini di performance aziendali, non significa saperla adottare.
Per capire come farlo è indispensabile osservare cosa accade alle persone e alle organizzazioni quando iniziano a integrarla davvero nelle loro abitudini professionali quotidiane e nelle best practice aziendali.
Cosa succede - quindi - quando si parte proprio da ciò che non si sa fare? Quando sperimentare diventa legittimo, l’errore diventa vero materiale di apprendimento e la fiducia cresce insieme alla capacità critica?
Questi sono gli appunti di viaggio di un’azienda IT e del suo equipaggio verso l’intelligenza aumentata: tra curiosità, resistenze, prove, errori e una nuova cultura del cambiamento.
Con un piccolo tesoro trovato lungo la strada: quando la tecnologia ha sempre una risposta, la competenza più preziosa è imparare a non sapere.
L’AI NELLE IMPRESE ITALIANE: TRA RITARDI E OPPORTUNITÀ
Interviene
PRIVATE AI: LA NUOVA FRONTIERE DELLA SOVRANITÀ DEL DATO?
Interviene
IMPARARE A NON SAPERE
Interviene
Luogo: Teatro Immersivo P. Maurensig - Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco
i relatori
Gio. 15 ottobre
ore 15:30 - 16:15
15:30 - 16:15
Giovedì 15 ottobre
Teatro Immersivo P. Maurensig
Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco, UD
Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco, UD
TAVAGNACCO
L’AZIENDA AUMENTATA: AGENTI INTELLIGENTI, MEMORIA ORGANIZZATIVA E IL VALORE REALE DELL’AI IN IMPRESA
Superata la fase del puro entusiasmo, l'Intelligenza Artificiale entra oggi nella sua stagione più pragmatica e concreta. L'“Azienda Aumentata” non è semplicemente un'organizzazione più digitalizzata, ma un ecosistema dinamico in cui persone, agenti intelligenti, dati e processi collaborano all'interno di un unico sistema operativo adattivo.
Dal presidio della cybersecurity su scala globale alla salvaguardia della memoria storica aziendale, il passaggio alla rivoluzione agentica richiede non solo un'evoluzione tecnologica, ma una profonda trasformazione culturale. Questo panel esplora come passare dalle sperimentazioni isolate a risultati d'impresa misurabili, analizzando le scelte architetturali, le nuove competenze e le strategie per governare il cambiamento senza subirlo.
Dal presidio della cybersecurity su scala globale alla salvaguardia della memoria storica aziendale, il passaggio alla rivoluzione agentica richiede non solo un'evoluzione tecnologica, ma una profonda trasformazione culturale. Questo panel esplora come passare dalle sperimentazioni isolate a risultati d'impresa misurabili, analizzando le scelte architetturali, le nuove competenze e le strategie per governare il cambiamento senza subirlo.
Luogo: Teatro Immersivo P. Maurensig - Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco
i relatori