Luca Comello
Chief Solutions Officer di QUIN
Dopo una lunga esperienza manageriale in aziende internazionali come illycaffè ed Electrolux, dove si è occupato di sviluppo prodotto, gestione di progetti e programmi complessi e creazione di PMO, oggi Luca Comello ricopre in Quin SpA il ruolo di Chief Solutions Officer e guida la Business Unit di Project & Innovation Management. Si occupa di trasformazione digitale, innovazione dei modelli di business, Project Management, ridisegno organizzativo e reingegnerizzazione dei processi, con un focus crescente sui temi della sostenibilità e dell’Intelligenza Artificiale applicata ai processi aziendali e decisionali. Ha inoltre pubblicato libri e articoli, in Italia e all’estero, sulla teoria della complessità applicata alle scienze manageriali, collaborando con l’Università degli Studi di Udine.
Gli interventi
Gio. 15 ottobre
ore 11:00 - 13:00
TAVAGNACCO

IL CODICE NON È PIÙ IL COLLO DI BOTTIGLIA. L’AI NELLO SVILUPPO SOFTWARE: IL VIBE-CODING

Nel 2025 Andrej Karpathy conia l'espressione "vibe coding": descrivere a parole quello che si vuole, accettare quello che l'AI produce, smettere di leggere il codice. In diciotto mesi è diventata un metodo di lavoro: il report DORA 2025 misura un'adozione vicina al 90%.
Se scrivere codice costa un decimo di prima, che succede a tutto il resto?
I dati raccontano una storia meno lineare. Lo stesso report rileva che, crescendo l'adozione, crescono insieme velocità di rilascio e instabilità: si consegna di più e si rompe di più. Un trial di METR ha misurato sviluppatori esperti il 19% più lenti con l'AI, mentre si credevano il 20% più veloci: il tempo risparmiato scrivendo ricompare in verifica.
Il collo di bottiglia si è spostato dalla scrittura al controllo, su tre piani.
Le competenze. Se il codice si genera in secondi, il valore passa a chi sa dire se è corretto: architettura, lettura critica, debugging, capacità di rifiutare una soluzione plausibile ma sbagliata. È il repertorio del senior, che serve di più e non di meno: e il senior si formava facendo ciò che oggi l'AI fa al posto suo.
La responsabilità. Dall'11 settembre 2026 il Cyber Resilience Act obbliga a segnalare le vulnerabilità sfruttate entro 24 ore, e non chiede chi abbia scritto quel codice. Il caso Doe v. GitHub è ancora pendente: se un modello riproduce codice copyleft in un prodotto proprietario, nessuno ha stabilito chi risponde. Per chi sviluppa software il vincolo vero non è l'AI Act, ma il CRA, le licenze open source e la riservatezza di ciò che esce verso i modelli.
Le persone. Chiedersi se l'AI toglierà lavoro agli sviluppatori è la domanda sbagliata: il rischio è che si assottigli il primo gradino della scala, quello su cui si forma chi entra nel mestiere. Per un territorio che non compete sugli stipendi delle big tech, costruire seniority in casa diventa il vero fattore di attrazione

AI & LAVORO: L’ERA DELLE RELAZIONI ARTIFICIALI

L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata nel mondo del lavoro non più solo come strumento operativo, ma come vero e proprio interlocutore capace di inserirsi nelle dinamiche tra colleghi, collaboratori, manager e clienti. Se da un lato ci aiuta a comunicare meglio e ad analizzare contesti complessi, dall'altro impone una riflessione cruciale: l'AI sta arricchendo le relazioni umane o ci sta abituando a evitarne la complessità e l'attrito?
Diventare un'organizzazione AI-ready significa, dunque, riprogettare i processi aziendali per integrare agenti autonomi e guidare le persone attraverso una trasformazione profonda di ruoli, competenze e identità professionale. Questo panel affronta le molteplici sfaccettature dell'era delle "relazioni artificiali", analizzando l'impatto reale sui processi aziendali, sulle strategie HR e sui percorsi di carriera individuali.

Luogo: Teatro Immersivo P. Maurensig - Via Mazzini 1, Feletto Umberto (UD), Tavagnacco

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